Festività

Carnaval a Barcellona e la Catalogna

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Truita de botifarra d'Ou

Per Carnevale, a Catalunya (Catalogna) mangiamo “botifarra” di uovo (come una salsiccia) e torta di ciccioli. Puoi il mercoledì, quando il Re dal Carnevale muore per tanta festa e gli eccessi alimentari, se legge il suo testaménto e si mangiano sardine. Dopo di che inizia le Quaresima, dove la religione cristiana dice di fare astinenza fino Domenica di Pasqua.

La festa di Carnevale ha la sua origine nelle feste pagane. Si passeggiava per la città una nave sopra un carro “carrus navalis”. Invece, il nome dal re Carnestoltes viene dal latino e vuole dire “carne proibite”, e nel secolo XVII era ripresentato per un personaggio fatto di pantaloni e camicie vecchie che alla fine del Carnevale andava al fuoco.

Tutti conosciamo i carnevali famosi nel Mondo: Rio di Janeiro (Brasile); Venezia, Isole Canarie. Ma non tutti sano che nel secolo XVII, uno dei carnevali più famosi nell’Europa era il di Barcellona.

Nella Spagna il Carnevale fu proibito pel dittatore Franco, ma oggi si celebra in tutta la Spagna. A Barcellona la Gran Comparsa della città passa il sabato per il Parallelo. Ci sono tanti paesini a Catalunya dove sono importanti le feste di carnevale, ma a me, quello che mi è rimasto di più è il “Ballo della Dona” di Platja d’Aro (un paese di Girona), dove la notte dal giovedì, i uomini vanno eleganti ma senza costume, e le donne vanno con celia_cruzun costume elegante ma che li copre la faccia (come quelli da Venezia). Quella sera la dona prende l’iniziativa e toglie a ballare un uomo dietro un altro in ogni canzone. Per non essere riconosciuta, non parla, solamente dice si o no colla testa alle domande dal uomo e a dirittura tra le amiche si cambiano oggetti personali. Gli uomini diventano matti per sapere chi gli ha scelto per ballare, e tante volte finisce la canzone senza saperlo.

Godetevi il Carnevale che come diceva la cubana Celia Cruz…. ¡La vida es un carnaval! (vi lascio la canzone)

Per certo, come sono le vostre feste di Carnevale nelle vostre località?

Carnaval 2014

“Caga Tió” e i Tre Re Magi a Catalogna

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In tanti paesi, diversi personaggi per Natale portano regali ai bambini e adulti. A Catalogna ne avviamo due.

Il 24 dicembre si fa il “Caga Tió”. Il Tió e un tronco che prima dal Natale appare nei soggiorni delle case. I piccoli da casa li danno da mangiare frutta oggi giorno e il 24 al pomeriggio, dopo cantare canzone di natale davanti il Presepio, picchiano il Tió al tempo che cantano una canzone chiedendo a lui che “defechi” caramelle, neules (un dolce tipico di Natale), torrone e qualche piccolo regalo.

 

Invece il gran giorno di festa e regali e l’Epifania, il 6 gennaio. Si commemora quando i tre Rei Magi d’Oriente sono andati a vedere a Gesù per adorarlo e offrirli oro, incenso e mirra. Giorni prima i bambini scrivono la Lettera ai Tre Rei Magi, chiedendoli i suoi desideri e portandola agli aiutanti dai Re. In più questi giorni i piccoli si trovano per costruire i Lanterne di Natale per uscire poi alla strada e fare la “Crida als Reis” (illuminano la Via ai Re e cantano canzone populari). Il 5 Gennaio al pomeriggio, tutti i bambini e genitori assistono alla Cavalcata dei Re Magi (processione), per vedere come arrivano, si passeggiano per la città e regalano caramelle i Re d’Oriente (Vi lascio il video da l’anno scorso).

L’Epifania è un giorno per trovarsi cogli estimati e si mangia il “Tortell de Reis” (rotolo contorto dei re), che ha due figure nascoste: chi riceva il Re avrà il diritto da tenersi la corona che c’è nel mezzo. Chi riceve la fava, paga la torta.

 

Mi spieghi qualche dettaglio dal tuo Natale?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fontana Màgica di Montjuïc a Barcellona

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La Fontana Magica di Montjuïc o semplicemente la Fontana di Montjuïc fu costruita il 1929 in motivo della celebrazione dell’Esposizione Internazionale che ebbe loco all’ingresso da Montjuïc per Piazza Spagna (ai dintorni della fontana).

La disegna l’architetto e ingegnere Carles Boïgas, che era figlio di Gaietà Boïgas, quello che il 1888 disegna l’estata di Colombo (alla finne della Rambla), ma in quel caso in motivo di un’altra Esposizione che se celebra a Barcellona il 1888 chiamata la Esposizione Universale.
Carles Boïgas ci pensa anche alle 4 cascate di acqua che ci sono dietro e all’illuminazione dal Palazzo Nazionale (dietro la Fontana, sopra la colina). Il consumo elettrico è tale, che il giorno dalle prove cade la rete elettrica all’Hospitalet, la città vicina a Barcellona, non molto lontano dalle fontane.

Tutt’ora, oggi, lo spettacolo continua, e gratuito per chiunque vuole andare, ma, giusto pel consumo elettrico, di solito, soltanto se offre di sera, da mercoledì a domenica e per feste speciale come la Merce, patrona di Barcellona, o per Natale e Capo d’anno. Cambia l’orario secondo la stazione dall’anno e le ore di luce dal giorno.
Recentemente se ha dovuto rimodellare tutto il sistema, e adeso per computer si controlla la coreografia di luci, acqua e musica per fare lo spettacolo ancora più interessante.

Negli ultimi anni, per Capo d’anno è diventato di moda andare a celebrare l’entrata dal Nuovo Anno alla fontana Magica di Montjuïc.

Non dimenticare di portare i 12 chicchi d’uva!

 

Sant Jordi, una rosa e un libro

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Il 23 d’Aprile è San Giorgio, il santo patrono dei catalani. A Catalogna è tradizione che l’innamorato regala una rosa alla sua innamorata, e questa li regala un libro (non importa che sia nuovo).

Ma chi era San Giorgio?
Lui era un soldato romano, guarda personale da l’imperatore romano Diocleziano nella Cappadocia (oggi parte della Turchia) è fu morto il 303 per i soldati romani eseguendo le persecuzione dei cristiani ordinate per Diocleziano.
Nei posteriori secoli cresce la sua popolarità e se li attribuiscono infinità de legende. Ai paesi occidentali ci arrivano i suoi atti eroici colle Crociate, le Guerre Sante per liberare Gerusalemme. Diverse nazioni e città lo adottano come il suo Santo Patrono: Genova, Venezia, Napoli, Inghilterra, Catalogna o Portogallo.

A dirittura in alcuni di questi posti troviamo la bandiera di Sant Giorgio come parte della sua bandiera (per esempio la bandiera della Inghilterra è la bandiera di San Giorgio, puoi insieme alla di Galles e la di Scozia formano la bandiera britanica. Anche forma parte della bandiera di Barcellona).

 

E perché si regala una rosa e un libro?
Secondo la legenda una persona era sacrificata ogni giorno; era inviata al Dragone per così tranquillizzarlo. Arriva il giorno che anche la principessa deve essere sacrificata. Quel giorno arriva il cavaliere San Giorgio e ammazza il Drago.
Dove il Drago muore, dice la legenda che cresce un rosaio e il cavaliere prende una della rose per regalarla alla sua principessa.

Speso le legenda hanno una finalità religiosa, di insegnare. Il Dragone ripresenta il male, le anime (le persone) cadono nel male. Fino che arriva San Giorgio, il bene, che finalmente, vince al male.

 

Quello che mi piace di più è la tradizione nella popolazione catalana. Per noi, Sant Giorgio è diventato il giorno degli innamorati. Nella Catalinia, poca gente celebra San Valentino.
Quindi, cosa deve regalare il uomo se sei nella Catalogna il 23 d’Aprile?… Esatto, regalare una rosa alla tua principessa. È un giorno che tutta dona spetta una rosa, può venire dal tuo figlio, dal tuo papa, dai collegi di ufficio o di qualcuno in particolare, ogni donna sa il significato che nasconde ogni rosa, ma resterebbe molto male una dona senza rosa quel giorno li.
In più l’innamorata corrisponde con un libro. Il 23 d’Aprile, è anche il giorno dal libro. È un’idea che ha un dittatore Spagnolo il 1925 provando a togliere forza all’idea della Rosa, vincolata al sentimento nazionale catalano. Ne approfitta dal fatto che il 22 d’Aprile dal 1616 muore Cervantes e lo seppelliscono il 23. Cervantes è lo scrittore dal Quixote (per la letteratura Spagnola Cervantes è il top degli scrittore, cosi come Dante è per l’italiana. Nota: curiosamente Shakespeare muore il 23 d’Aprile dal 1616 e Josep Pla, un importante escritore catalano, muore anche il 23 d’Aprile). Il fatto è che il dittatore voleva fare il 23 d’Aprile il giorno dal libro e cosi è finito per essere il giorno della Rosa e dal libro. I catalani avviamo sportato la idea, dal 1955 la promuove la UNESCO e oggi ci sono già altre popolazione nel Mondo che celebrano il 23 d’Aprile come giorno dal libro.

Cosi oggi, il 23 d’Aprile è un giorno che le strade sono piene di bancarelle vendendo rose e nuovi libri, tanti scrittori spettano a questa data per lanciare al mercato i suoi nuovi libri. È un giorno feriale, si lavora, ma giusto per l’attività che c’è nella strada, tanta gente si prende un giorno di vacanze.

Queste 23 d’Aprile già sai cosa regalare!